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Fondo Gallini

Consistenza del Fondo: in lavorazione

Localizzazione del Fondo: sezione Antropologia, deposito piano terra, Lettere.

Segnatura di collocazione: 4M GAL

Note biografiche
Clara Gallini nasce a Crema nel 1931, muore a Roma nel 2017.
Figura centrale dell’antropologia italiana, si laurea nel 1954 in Letteratura Classica all’Università Statale di Milano con una tesi sul mito di Arianna.
Nel 1958 consegue il perfezionamento alla Sapienza, sotto la guida di importanti figure come Raffaele Pettazzoni e l’influenza della Scuola ‘Viola’ e di Ernesto de Martino, di cui è stata l'allieva più illustre. 
Nel 1959 viene scelta come assistente da Ernesto de Martino e si trasferisce a Cagliari, dove insegna fino al 1978, diventando figura di spicco della “Scuola antropologica di Cagliari”.
Specialista in folklore religioso, magia, sonnambulismo e pratiche rituali: conduce importanti ricerche sul campo, in particolare in Sardegna.
Approfondisce temi della vita moderna: simbolismo religioso, laicità, croce come segno pubblico (Croce e delizia, 2007 e successivi), cyberspazio (Cyberspiders, 2004), malattia e invecchiamento (Incidenti di percorso, 2016).
Docente di Storia delle Religioni a Cagliari (1965–1978), successivamente insegna Antropologia Culturale a Napoli e poi all’Università “La Sapienza” di Roma, dove diventa Professoressa Emerita. 
Tiene conferenze e cura edizioni critiche di Ernesto de Martino, consolidandone la sua eredità culturale.
Nel 1995 è cofondatrice della International Gramsci Society Italia.
Nel 2006 riceve il Premio La Marmora per i suoi studi sul patrimonio culturale e religioso della Sardegna.
Presidente onoraria dell’Associazione Internazionale Ernesto de Martino.
Curatrice dell’Archivio scientifico di Ernesto de Martino, ha favorito la conservazione e diffusione del suo pensiero.
Tra le sue altre pubblicazioni vanno ricordate I rituali dell’àrgia (1967), Il consumo del sacro: feste lunghe di Sardegna (1971), La sonnambula meravigliosa (1983), La ballerina variopinta (1988), Il miracolo e la sua prova: un etnologo a Lourdes (1998).
Nel 2017, la Biblioteca Comunale di Crema è stata intitolata in suo onore, in riconoscimento della sua attività accademica e culturale.
Rimane una delle studiose più influenti dell’antropologia italiana, con un approccio rigoroso all’intersezione tra sacro, medicina, modernità e demologia, figura di rottura del ruolo femminile in un ambiente accademico dominato dagli uomini, precorrendo l’attenzione all’universo femminile nei suoi studi.
Il suo è stato un approccio multidisciplinare e innovativo, tra folklore, religione, salute, simbolismo contemporaneo, malattia e invecchiamento, testimonianza viva di un’esperienza di ricerca sul campo, con rigore metodologico e attenzione all’esperienza umana quotidiana.

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